Tanti Auguri a Tutti

Blog No Comments

 

AUGURO A TUTTI VOI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE,

UN FELICE E SERENO SANTO NATALE ED UN GIOIOSO

2012

Fabio Federici

Occupazioni abusive delle case popolari: a pagare sono sempre gli onesti!

Blog No Comments

Parte la nuova campagna sociale condotta dal Consigliere Comunale Fabio Federici. Questa volta il giovane consigliere eretino vuole portare la politica ad occuparsi seriamente dell’emergenza casa. A Monterotondo, come in altre realtà, la situazione del bisogno abitativo si sta sempre più aggravando, con un corollario di problemi che variano dalla giustizia sociale alla sicurezza pubblica. Non bisogna perdere altro tempo, quindi, come spiega Federici: “ Il problema casa a Monterotondo sta avendo risvolti molto negativi. Il fatto delle occupazioni abusive, ad esempio, comporta una serie di problemi di non poco conto. Il primo è quello di una gravissima ingiustizia verso tutte quelle famiglie in condizioni di disagio che, scegliendo giustamente la via della legalità, sono in graduatoria per l’assegnazione degli alloggi e che si vedono puntualmente negate il diritto della casa che gli aspetta dalle occupazioni abusive. Il secondo è di ordine sociale e pubblico: quando questa illegalità si lascia libera di fare, rischia di allargarsi anche in altri ambiti. Mi riferisco, in questo caso, alle decine di persone che mi hanno contattato, descrivendomi tutta una serie di disagi che si hanno nelle palazzine occupate di Via Gramsci. Sono davvero esasperati, ora stanno raccogliendo le firme e non escludono di agire per vie legali, se l’amministrazione continuerà ad ignorare i problemi che ci sono ormai da molti anni”. I problemi sono molti e non affrontarli determina una reazione a valanga di altri problemi: “ Ritornando a Via Gramsci, un esempio può essere la fogna a cielo aperto scoperta da alcuni residenti. Non si riesce a capire da dove venga, ma intere palazzine sono inondate da odori nauseanti e c’è un pericolo anche sanitario. Ho fatto un’interrogazione un mese fa, a cui ancora non ho avuto risposta. Bisogna invece agire e subito, per dare risposte a questi cittadini”.
.

Il 20 settembre si inaugura il collegamento diretto tra Monterotondo e l’Autostrada A1

Blog No Comments

Martedì 20 settembre ore 12:00 presso la zona industriale di Monterotondo verrà
inaugurata la viabilità che collegherà la nostra città con il casello
autostradale sull’ A1. Un’opera strutturale fortemente voluta dal centro destra
locale e nazionale, attraverso la legge obbiettivo, che cambierà le sorti
economiche e sociali della nostra città, come ci illustra l’Assessore ai Lavori
Pubblici della Regione Lazio, Luca Malcotti:“ Finalmente viene portata a
termine un’opera fondamentale per la viabilità della zona di Monterotondo
Scalo. Questa bretella, attesa da anni, migliorerà la situazione inerente al
traffico locale, decongestionando parte della zona e facilitando soprattutto i
pendolari che potranno, così, evitare il traffico della Salaria. Continua il
nostro sforzo per facilitare e rendere più sicura la viabilità regionale,
ponendo particolare attenzione alle esigenze di tutti coloro che ogni giorno
percorrono le nostre strade per motivi di lavoro, di studio o di altro genere”.

 

La Regione Lazio approva il Piano Casa: eccovi un breve sunto

Blog No Comments

Norme generali
Il piano casa si applica a tutti gli edifici realizzati legittimamente (anche quelli per i quali il titolo edilizio sia stato rilasciato in sanatoria, compresi il caso della formazione del silenzio assenso) e a quelli non ultimati ma che abbiano ricevuto il titolo abilitativo edilizio.
La normativa, importante novità rispetto alla legge precedente, si applica anche nelle zone agricole e nelle zone più urbanizzate delle aree naturali protette. Sono esclusi gli insediamenti urbani storici come individuati dal Piano territoriale paesistico regionale.
Sono escluse, inoltre, le aree di rischio idrogeologico molto elevato, i casali e i complessi rurali realizzati in epoca anteriore al 1930, gli edifici costruiti nelle aree del demanio marittimo.
Per gli ampliamenti di edifici esistenti è prevista la possibilità di “monetizzare” il mancato rispetto degli standard urbanistici nel caso siano impossibili da realizzare le cosiddette opere di urbanizzazione secondaria necessarie. Tale possibilità viene invece esclusa per i cambi di destinazione d’uso. Le norme relative ad ampliamenti, demolizione e ricostruzione, cambi di destinazione d’uso resteranno in vigore per tre anni dalla data di pubblicazione della legge.

Ampliamento di edifici esistenti
Gli ampliamenti sono permessi in aderenza o adiacenza rispetto al fabbricato esistente, ma non in sopraelevazione. Possono comportare anche un incremento delle unità immobiliari e devono essere realizzati nel rispetto delle altezze e delle distanze previste dalla legislazione vigente. Devono essere realizzati nel rispetto delle normative sulla bioedilizia, qualora comportino l’uso di fonti di energia rinnovabile non inferiore a un kilowatt, l’incremento di cubatura arriva al 30 per cento. In caso di adeguamento dell’intero edificio alla normativa antisismica, le percentuali di ampliamento variano a seconda della localizzazione degli edifici stessi, con incrementi che possono arrivare al 35 per cento,.

a) residenziali
Rispetto al precedente piano casa, lLa possibilità di ampliare l’edificio non è più limitata alle sole abitazioni di dimensione inferiore ai mille metri cubi. L’incremento massimo è del 20 per cento, per un massimo di 70 metri quadrati di superficie (la cosiddetta Superficie utile lorda). Non ci sono più le limitazioni previste della legge precedente sulle aree agricole.
b) non residenziali
Lo stesso limite del 20 per cento è previsto per gli edifici non residenziali, per un massimo di 200 metri quadri per ogni edificio. Nel caso di edifici con destinazione ad attività produttive e artigianali il limite è del 25 per cento, per un massimo di 500 metri quadrati.

Chi usufruisce dell’ampliamento dovrà mantenere la destinazione d’uso per almeno 10 anni.

Cambi di destinazione d’uso
E’ consentito il cambio di destinazione d’uso, con intervento di ristrutturazione, sostituzione, demolizione e ricostruzione, completamento, per gli edifici non residenziali che siano dismessi. E’ consentito l’ampliamento del 30 per cento rispetto alla superficie utile esistente. Con tali interventi, che non si potranno realizzare nelle zone omogenee D (industriali) con superficie superiori a dieci ettari e nelle zone omogenee E (zone destinate all’agricoltura), sarà possibile trasformare la destinazione d’uso in residenziale, fino a un massimo di 15 mila metri quadrati. Una quota fra il 30 e il 35 per cento (a seconda della superficie realizzata) dovrà essere destinata alla locazione a canone concordato (il cosiddetto housing sociale).
Sono previsti interventi anche nelle aree edificabili libere con destinazione non residenziale: potranno essere realizzate abitazioni, fino a una superficie massima di 10mila metri quadrati. Anche in questo caso il 30 per cento dovrà essere destinato all’housing sociale.

Demolizione e ricostruzione
Sono consentiti interventi di demolizione e ricostruzione in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici:
a) per edifici a destinazione residenziale per almeno il 50 per cento è previsto l’ampliamento fino al 35 per cento;
b) per edifici a destinazione prevalentemente non residenziale, ampliamento fino al 35 per cento, comunque non superiore a 350 metri quadrati, a condizione che nella ricostruzione si rispettino le destinazioni d’uso previste negli strumenti urbanistici;
c) per edifici plurifamiliari a destinazione residenziale superiori a 500 metri quadri in condizioni di degrado, ampliamento fino al 60 per cento, a condizione che venga mantenuto almeno il numero precedente di unità immobiliari in capo ai proprietari.
d) per gli edifici in zona agricola tale ampliamento non può superare il 20 per cento della cubatura esistente.

Interventi di recupero
In deroga agli strumenti urbanistici sono consentiti interventi di recupero a fini residenziali dei volumi accessori, pertinenziali (come ad esempio garage, locali di servizio) con tetti di volume differenti a seconda della destinazione d’uso degli edifici e della localizzazione degli stessi. Tali interventi sono cumulabili, a differenza degli altri, sono cumulabili con gli ampliamenti, nel caso in cui riguardino tipologie residenziali unifamiliari e plurifamiliari a schiera.

Programmi di riqualificazione urbana
Al fine di riqualificare porzioni di territorio caratterizzate da tessuti edilizi degradati, edifici isolati, ma anche territori di interesse naturalistico, ambientale e culturale, i Comuni adottano programmi integrati, che possono prevedere demolizioni e ricostruzioni con spostamento delle cubature in zone differenti. In questo caso è previsto un premio pari a un massimo del 75 per cento in più delle volumetrie demolite. Nel caso la delocalizzazione interessi zone costiere può essere previsto un premio di cubatura fino al 150 per cento.

Mutuo sociale e misure per l’edilizia residenziale pubblica
Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, la principale novità rispetto alla legge precedente è costituita dal “mutuo sociale”, ideato per consentire l’acquisto di case, in particolare degli alloggi Ater o degli alloggi di edilizia sovvenzionata costruiti appositamente. Tali mutui copriranno l’intero prezzo dell’immobile, avranno un tasso dell’1 per cento, rate non superiori al 20 per cento del reddito familiare del beneficiario. Il pagamento sarà sospeso in caso di disoccupazione o altro impedimento al pagamento del beneficiario.
Sono, inoltre, previste una serie di misure per permettere la costruzione di nuove case popolari individuando aree senza costi aggiuntivi (densificazioni dei piani di zona, cambi di destinazione d’uso di terreni di proprietà delle Ater).

Altre misure
Sono previste deroghe agli strumenti urbanistici per quanto riguarda la realizzazione di impianti sciistici e attività estrattive. E’ prevista una procedura accelerata per quanto riguarda la realizzazione o il completamento di edifici o strutture di pubblico interesse (ospedali, scuole, università, porti, strutture alberghiere). La deroga agli strumenti urbanistici, in questi casi, è autorizzata dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta, previa intesa con il ministero dei Beni culturali. Il Consiglio regionale si esprime entro 120 giorni. Nelle aree naturali protette è consentita la realizzazione di impianti e attrezzature sportive finalizzati alla valorizzazione del paesaggio. Per una serie di strumenti urbanistici attuativi, inoltre, viene introdotta la possibilità di un’approvazione diretta da parte delle giunte comunali, qualora i consigli non li approvino entro 90 giorni. Prevista, poi, una procedura abbreviata per la definizione dei procedimenti di sanatoria edilizia ancora pendenti.
E’ istituito, infine, l’osservatorio regionale del territorio, con il compito di monitorare le trasformazioni edilizie in atto e di proporre interventi in merito alla pianificazione.

Strisce blu, un’autentica rivolta popolare: già 300 firme raccolte in appena tre giorni: Federici: dare il permesso ai residenti

Blog No Comments

 

 

Una valanga di firme già raccolte dal movimento civico di cittadini “ Un’Altra Monterotondo è Possibile” contro l’introduzione delle strisce blu. In appena tre giorni di raccolta, al banchetto allestito in fretta e furia dal comitato, si sono presentati già 300 cittadini eretini per chiedere una revisione nella scelta effettuata dall’amministrazione. Un mole enorme di firme, se si pensa che è stata raccolta in appena tre giornate , sotto il sole cocente di fine Giugno. E non è finita. Inizieranno ben presto le altre attività legate alla raccolta firme, in cui si stanno attivando anche altre associazioni e liberi cittadini. Una sollevazione popolare che ha colto di sorpresa gli stessi organizzatori della raccolta firme: “ Sono stati i cittadini – dice Stefania, una delle organizzatrici- che ci hanno sommerso di firme. Avevamo intenzione di allestire prima un piano di informazione e poi di raccolta, ma ai nostri banchetti, che non abbiamo neanche pubblicizzato, si sono letteralmente tuffati 300 cittadini infuriati che hanno firmato i nostri primi moduli, terminandoli tutti. Alcuni li hanno presi e li fotocopieranno di tasca loro e raccoglieranno a loro volta altre firme. Alcune associazioni ci hanno chiamato per collaborare. Nei prossimi giorni attiveremo i primi punti di raccolta con i nuovi moduli”. Sono tante le proteste che montano intorno alla decisione di mettere le strisce blu. Dopo che nel 2008 lo stesso comitato civico di cittadini riuscì a bloccarle con un’analoga raccolta firme, ora l’amministrazione Alessandri ha deciso di nuovo di farle partire, non prevedendo però l’esclusione per i residenti: “ Bisogna consentire ai residenti delle zone interessate dalle strisce blu di avere il permesso – sostiene il Consigliere Comunale Fabio Federici – così come succede nelle altre realtà come Roma che hanno adottato il sistema dei parcheggi a pagamento. Aggiungo, poi, che si andranno a penalizzare tutti quei lavoratori che devono recarsi a Monterotondo con i mezzi propri e che attualmente posteggiano nelle aree dove ora ci sono strisce blu. Con la crisi che tira, per loro sarà un ulteriore salasso”.

Fermiamo insieme le strisce blu!

Blog No Comments

Non è bastata la forte protesta della società civile del 2008 per dissuadere l’attuale Amministrazione Comunale dal reintrodurre i parcheggi a pagamento a Monterotondo. Era luglio 2008 quando l’Amministrazione Comunale guidata dall’allora Sindaco Lupi, con una delibera frettolosa e con molte lacune dal punto di vista tecnico, decise di introdurre 471 parcheggi a pagamento distribuiti in tutta la città di Monterotondo. A quel punto noi del comitato “Un’altra Monterotondo è possibile“, critici verso una decisione che fin da subito ci era sembrata finalizzata a “fare cassa” e non finalizzata alla risoluzione del problema dei pochi parcheggi a Monterotondo, ci unimmo al movimento politico giovanile ” Azione Giovani Monterotondo”, e organizzammo una raccolta firme durante l’estate per dire no alle strisce blu. Circa 3000 cittadini, di qualsiasi pensiero politico, si unirono alla nostra protesta con la propria firma alla nostra petizione, riuscendo a bloccare l’introduzione della sosta a pagamento per i  residenti di Monterotondo, e lasciandola in vigore per tutti coloro che venivano da fuori.

Oggi, a distanza di tre anni, il Sindaco Alessandri ha pensato bene di reintrodurre la sosta a pagamento a Monterotondo, nascondendo la propria responsabilità politica e dei partiti che lo sostengono dietro motivazioni di riorganizzazione del traffico urbano.
Brevemente vi spieghiamo perchè è assurda la decisione di reintrodurre le strisce blu a Monterotondo:

1. Con il nuovo piano l’Amministrazione Comunale dimezza i posti a pagamento da 471 a 272 stalli. Qui c’è un’inessattezza a livello informativo: bisognerebbe, piuttosto, affermare che fino ad oggi i posti a pagamento per i residenti erano 0 mentre da giugno tornano ad essere 272!

2. Nel nuovo piano non è previsto alcun permesso per la sosta gratuita dei cittadini residenti nelle zone interessate dalla sosta a pagamento. Questo significa che per parcheggiare sotto casa propria, in presenza delle strisce blu, costerà 0,50 l’ora, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19!

3. L’Amministrazione Comunale, al momento della discussione del nuovo P.U.P. ( Piano Urbano Parcheggi) aveva garantito di ridiscutere, oltre che della reintroduzione delle strisce blu, anche dell’intero sistema del trasporto pubblico a Monterotondo, con il rafforzamento ed il miglioramento delle linee del trasporto urbano “Rossi Bus” e con lo studio di nuove soluzioni ideonee a snellire il traffico nella città, trovando ad esempio il modo di creare nuovi posti auto. Tutto questo non è stato fatto!

IL COMITATO CIVICO “ UN’ALTRA MONTEROTONDO E’ POSSIBILE ANCHE QUESTA VOLTA SI OPPORRA’ A QUESTA SCELLERATA DECISIONE POLITICA, SCENDENDO IN PIAZZA AL FIANCO DEI CITTADINI!

Referendum: a Monterotondo il quorum supera il 63%. Federici: una bella soddisfazione

Blog No Comments

I referendum a Monterotondo, hanno visto un’affluenza molto al di sopra della media nazionale. Per tutti e quattro i quesiti referendari, la media è stata del 63% circa, denotando una mobilitazione molto più ampia di quanto ci si aspettasse anche nelle previsioni più ottimistiche. Il più soddisfatto di tutti è il giovane consigliere comunale, Fabio Federici, unico tra i cosiddetti “big” che siedono in consiglio comunale, che si è speso in prima persona per questi referendum, raccogliendo le firme per acqua e nucleare: “ Il risultato generale dell’affluenza è molto soddisfacente, ed in particolare a Monterotondo il dato della mobilitazione dei cittadini è davvero importante. Il 63% è molto al di sopra della media nazionale e dimostra come la nostra battaglia, iniziata molto prima, fin dalla raccolta delle firme, era giusta. Una battaglia senza colori politici, portata avanti dai ragazzi di Fare Verde e dal comitato civico di cittadini “ Un’Altra Monterotondo è Possibile”, a cui poi molti si sono accodati solo negli ultimi giorni per calcolo elettorale”. Federici vede, nel risultato, un segnale ben preciso lanciato dall’elettorato alla classe politica: “ Il motivo per cui mi sono impegnato, molti politici, o meglio politicanti, non lo hanno colto. Ben oltre l’importanza dei temi affrontati nei referendum, nei cittadini è salita una voglia enorme di esprimere in prima persona il proprio parere, totalmente offuscato, o persino ignorato dall’attuale impostazione della politica. Partendo da una legge elettorale che è scandalosa e non permette ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti ed una classe politica che sembra vivere sulla luna e che non si occupa dei problemi reali della gente. Destra e Sinistra si sono succedute nel governo del paese, ma i risultati sono stati uguali. Non c’è nessuna differenza e questo i cittadini stanno cominciando a capirlo”.

La Giunta Alessandri boccia gli emendamenti salva-cittadini e sceglie di penalizzare i giovani

Blog No Comments

Il mio giudizio estremamente negativo sul bilancio 2011 presentato dal Sindaco Alessandri si è ulteriormente ampliato dopo la discussione in Consiglio Comunale. Il fatto che la maggioranza non abbia accolto gli emendamenti “salva-cittadini” da me presentati, che tentavano di evitare i tagli alle famiglie, alla cultura, al sociale ed ai giovani può rientrare anche nel perverso gioco della più brutta e bassa politica attuata dai politicanti di oggi. Il fatto, però, che per respingerli non si è trovato nessun argomento degno di nota, ma anzi si è usata l’arma bruta dei “numeri” della maggioranza fa riflettere molto. Governare la città significa armonizzare tutto un insieme di istanze, provenienti da varie fasce della popolazione. Non aver ascoltato assolutamente per niente i naturali bisogni di tutta una fascia di popolazione, quella dei cosiddetti under 40 che mi onoro di rappresentare in Consiglio Comunale, la ritengo una scelta avventata, soprattutto perché è la fascia di popolazione che sta risentendo di più della crisi e che rappresenta il futuro della nostra città. I giovani chiedono più cultura, quella vera, che sia capace di ricreare una narrazione condivisa di una realtà come Monterotondo che invece si sta trasformando in un insieme di tante isole infelici. I giovani chiedono lavoro ed aiuti per poter mettere su un impresa e poter a loro volta creare lavoro. Le famiglie colpite dalla crisi chiedono sostegno, così come sostegno chiedono i portatori di Handicap per l’abbattimento di barriere architettoniche. Ai giovani, alle famiglie, ai soggetti più svantaggiati si dice che si taglia per precise scelte politiche, indirizzando i fondi verso altri lidi. E’ una scelta da respingere con forza. I miei emendamenti erano, tra l’altro, estremamente condivisibili e riguardavano la possibilità di evitare il taglio del 50% dell’acquisto dei libri per le biblioteche; di evitare il taglio della fornitura, per le famiglie più disagiate, dei libri gratis di testo per le scuole; di non tagliare anzi di aumentare il fondo per aiutare i giovani per aprire un negozio o un’ impresa; di non tagliare i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.; condivisibili, ma che hanno visto la bocciatura da parte della maggioranza con la forza bruta dei numeri. Spiace perché accade troppo spesso che iniziative che ottengono plauso in privato si tramutino in bocciatura senza un perché, solo per logiche politiche che risultano, ormai da troppo tempo, incomprensibili al cuore e alla ragione dei cittadini. Penso e spero fortemente, che questo modo di far politica venga pian piano sostituito una nuova classe politica più limpida, autorevole, onesta e capace.

Bilancio 2011 Comune di Monterotondo: un disastro per la città

Blog 1 Comment

Il Bilancio 2011 del Comune di Monterotondo, quello che equivale alla Finanziaria di un Governo, può essere definito tranquillamente il più disastroso degli ultimi anni. Ad essere colpiti maggiormente sono i giovani, la cultura, le famiglie ed il sociale. Tagli pesantissimi nei confronti delle categorie più svantaggiate, come i portatori di Handicap o enormi riduzioni di capitoli di spesa dove invece andavano aumentati, vedi il fondo per aiutare i giovani nella costituzione di nuove imprese. In tutto questo, invece, spiccano capitoli di spesa enormi che gridano vergogna, i quali tolgono risorse FONDAMENTALI per lo sviluppo della città e per il sostentamento delle fasce più svantaggiate della città. Nel dettaglio vi fornisco i punti più drammatici di questo bilancio, insieme agli emendamenti da me proposti che tendono a riequilibrare delle decisioni politiche davvero drammatiche. Prima di tutto, però, serve una premessa fondamentale: i revisori dei conti del Comune di Monterotondo, organo indipendente di controllo del bilancio comunale, ha accertato il fatto che lo Stato Centrale ( Il Governo) ha finanziato interamente il Comune di Monterotondo per il mancato gettito derivante dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa. Questo sta a significare due cose importantissime: la prima, esclude categoricamente a priori che i tagli operati sul bilancio siano frutto del mancato introito dell’ICI stessa, come invece alcune voci irresponsabili e propagandistiche hanno messo in circolazione; la seconda, mette invece chiaramente in luce che, seppur minori entrate ci sono state in generale dagli altri enti ( così come per tutti gli altri comuni), i tagli in alcuni settori strategici sono quindi una precisa scelta politica dell’amministrazione, così come si evince da capitoli di spesa al contrario BEN GENEROSI offerti in altri ambiti che andrò poi a sottolineare. Fatta questa doverosa premessa, andiamo per gradi:

-          CULTURA:  La Cultura è il settore dove questa giunta ha deciso di tagliare di più. Ed è davvero clamoroso. La nostra città sta scontando un enorme ritardo culturale rispetto a tante realtà e si decide di tagliare in maniera molto drastica. Invece di razionalizzare ed incidere in maniera significativa ad un allargarsi di una vera cultura nel nostro territorio, si decide di usare semplicemente le forbici. Un esempio su tutti è sulla biblioteca comunale. Qui è stato deciso un taglio pari quasi al 50% sull’acquisto di nuovi libri ( da 10.000 a 5.400 euro). Come se la nostra biblioteca fosse una delle più fornite d’Italia, tanto da giustificare tale taglio! Mentre, al contrario, uno dei motivi di maggiori lamentele da parte dei ragazzi che frequentano la biblioteca risiede proprio nella scarsità di offerta, che spesso costringe i ragazzi a recarsi nelle più fornite biblioteche romane.

-          SOCIALE: Anche in questo ambito ci sono stati molti tagli a pioggia. Alcune voci sono però meritevoli di attenzione. Sono stati completamente cancellati i capitoli inerenti il fondo per la non autosufficienza e quello relativo all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Stessa sorte è capitata al capitolo relativo all’abbattimento delle barriere architettoniche in questa città: zero euro, il problema per questa giunta non esiste! E’ vero il contrario, invece: le barriere architettoniche, in questa città sono un grande problema da risolvere! In ultimo segnalo la totale cancellazione della voce “spese e contributi per le politiche delle pari opportunità e diritti” che è come volere dire che viene totalmente cancellato l’assessorato facente tali funzioni! Per questa giunta, il problema della promozione di politiche atte a prevenire la diseguaglianza tra uomo e donna sui posti di lavoro non esiste, così come una maggiore informazione per combattere la violenza sulle stesse! Per questa giunta il problema di promuovere iniziative per integrare i diversamente abili nel lavoro non esiste!

-          FAMIGLIE: Con i tagli al sociale, le famiglie hanno di conseguenza meno aiuti. Una voce davvero scandalosa va sottolineata però: questa giunta ha voluto tagliare la fornitura di libri gratuiti per le scuole superiori di quasi 10.000 euro! Da 42.000 a 32.000 euro è un taglio enorme, che rischia di mettere in seria difficoltà molte famiglie indigenti della nostra città. Il diritto allo studio è sacrosanto e va, invece che tagliato, valorizzato e supportato!

-          GIOVANI: Come sempre, da molti anni ormai, i giovani sono stati completamente abbandonati a MONTEROTONDO! Questo 2011, però, rischia di passare come l’anno del colpo mortale inferto ai giovani eretini. Le poche voci riguardanti i giovani sono tagliate, come ad esempio le spese e contributi per le politiche giovanili, che subiscono un taglio di ben 13.000 euro. Ma è un provvedimento su tutti che fa indignare: il taglio enorme per il fondo di iniziative imprenditoriali e commerciali di giovani cittadini! Un taglio enorme, di ben 4.800 euro, su una previsione già bassissima! E’ un fatto grave, stante anche l’evidente ed enorme DISOCCUPAZIONE GIOVANILE che coinvolge anche i NOSTRI GIOVANI! Al contrario, tale fondo andrebbe aumentato il più possibile, per dare un volano alle iniziative dei giovani eretini!

 

Queste sono le voci che ho cercato di mettervi più in luce di questo scellerato bilancio 2011, focalizzandomi sulle aree di maggior impatto demolitivo. Ci sono anche altre scelte che denotano una mancanza di conoscenza del nostro territorio, come la scelta di tagliare le spese per la disinfestazione e la derattizzazione del 30%! Al contrario, il fenomeno della zanzara tigre sta diventando emergenza sul nostro territorio, in virtù anche di una mancata prevenzione. Così come sono continue le segnalazioni che arrivano per la presenza sempre più massiccia di ratti in luoghi frequentati da bambini ( vedi parchi e giardini). Ci sono poi aree ignorate di grande importanza che andavano sicuramente incrementate come la manutenzione degli asili comunali, che in molti casi hanno dei seri problemi.

Tutto questo alla luce di PRECISE SCELTE POLITICHE, e non di mancanze di trasferimenti o altro.

Altrimenti, in un periodo di crisi e tagli ai trasferimenti che avrebbe imposto drastici tagli di bilancio verso TUTTE LE VOCI D’ INDIRIZZO POLITICO, sarebbe stata tagliata anche la voce (SCANDALOSA!) di enormi finanziamenti al “ Centro Sociale di Via MORO”, che vede una voce, REGGETEVI FORTE, di un esborso da parte dei cittadini, di euro 107.000 ( CENTOSETTEMILA), avete capito bene! Questa Giunta DECIDE di tagliare il fondo per aiutare i giovani a mettere su un impresa e magari dare lavoro ad altri giovani, perché deve dare 107.000 euro al Centro Sociale; questa Giunta DECIDE di tagliare la fornitura di libri scolastici gratis per le famiglie bisognose perché deve dare 107.000 euro al Centro Sociale! Tutto ciò è davvero scandaloso e merita una dura condanna ed opposizione da tutti noi.

Ho presentato degli emendamenti per cercare di salvare i cittadini da queste scelte, in particolare ho chiesto di AUMENTARE il fondo per i giovani ragazzi di Monterotondo che vogliono aprire un negozio o mettere su un impresa e creare lavoro; ho chiesto di ripristinare lo stesso livello di finanziamento per le famiglie più bisognose nella fornitura di libri gratuiti; ho chiesto di ricreare un capitolo di spesa per la promozione della pari opportunità e diritti; ho chiesto di ripristinare risorse per l’abbattimento nella nostra città delle barriere architettoniche; ho chiesto di eliminare il taglio per i nuovi libri della biblioteca.

A voi il giudizio e le riflessioni.

Fabio Federici

Los Indignados e Progetto Futuro: la rivolta dei giovani spagnoli sia da esempio anche ai giovani italiani

Blog No Comments

Si chiamano gli “ Indignados” e sono giovani. Si chiamano “ Indignados” e sono incazzati. La crisi economica in Spagna ha prodotto un tasso di disoccupazione al 21% nel paese, che arriva al 44% per i giovani con meno di 25 anni!  Per questo hanno pensato che non era più il caso di starsene con le mani in mano ed hanno deciso di scendere in piazza. I motivi della protesta, però, non si fermano qui. Lotta alla precarietà, il rifiuto dell’attuale sistema politico, la vergognosa corruzione e la collusione fra politica e banche. Chiedono una “Democrazia reale”, che rappresenti davvero il popolo. Non sono nè di destra nè di sinistra, perché se è vero che combattono il marcio sistema spagnolo creato da Zapatero ( idolo decaduto della sinistra italiana), dall’altra non si accostano alla destra popolare, fotocopia del PSOE.

Le loro rivendicazioni vi ricordano qualcuno? Le loro posizioni vi risuonano familiari? Si, sono le stesse rivendicazioni che da mesi, ormai, a spron battuto, porta avanti Progetto Futuro.

Democrazia reale, in Italia, non c’è, con i partiti pieni zeppi di nominati, che nulla sanno di politica e dei bisogni dei territori. Disoccupazione giovanile alle stelle anche da noi ( gli ultimi dati la portano al 30% NELLA FASCIA D’ETA’ TRA I 15 ED I 24 ANNI!) e precariato che avanza inesorabile.

Ed i giovani italiani che fanno? Noi siamo l’avanguardia. Progetto Futuro rappresenta ormai la stella polare di una rivoluzione dal basso inesorabile, lenta ma ben precisa. Progetto Futuro ha lo scopo di scuotere le coscienze addormentate del popolo, troppo preso da altre inutilità della vita (a)sociale.

Uomini liberi, INDIGNATEVI anche voi! Unitevi nel cammino. La rivoluzione della politica è iniziata…

« Previous Entries